LINGUAGGI ARTISTICI
ARTE, LUSSO E SENSORIALITÀ Le nuove frontiere dell’estetica contemporanea
In un panorama in trasformazione, arte, design e lusso convergono verso un modello centrato sull’uomo, tra sostenibilità, innovazione e coinvolgimento sensoriale. Dalla manualità al digitale, dalla fusione culturale alle esperienze immersive, si afferma un nuovo linguaggio estetico capace di unire etica, emozione e tecnologia.
Donatella Zucca
Con facce diverse che dialogano tra loro. I protagonisti dell’arte di oggi sono la pittura materica, il ritorno alla manualità, la fusione culturale e le esperienze immersive e sensoriali. Sono tutte facce di un cambiamento in corso, che non conosce confini nei modi di vivere, nei punti di riferimento e persino nei principi etici. Al centro torna l’uomo, con un’impronta quasi rinascimentale e una visione a lungo termine orientata a migliorare la qualità dell’esistenza. In questo quadro rientra anche l’uso eco-friendly delle tecnologie avanzate, del design e dei materiali. Non si rifiuta il superfluo in senso assoluto: lo si rifiuta quando diventa eccesso, non quando è uno strumento capace di migliorare la vita senza impatti negativi. Già nel 2018 l’architetto e ingegnere Michele Levati osservava che la tecnologia stava tornando “da dove era nata, quindi verso l’uomo, in futuro punto principale d’attenzione e partenza del suo sviluppo”.
Il lusso tra etica, multisensorialità e benessere
Oggi questa sensibilizzazione assume tratti quasi rivoluzionari in tutto l’universo del lusso: moda, hotellerie, turismo, trasporti, crocieristica e grande yachting a vela e a motore. È un cambiamento evidente. “Il vero lusso non è eccesso o solo estetica, ma una forma di eleganza interiore che nasce da scelte etiche, materiali sostenibili e un design capace di coinvolgere i sensi”, spiega l’architetto e imprenditrice tech Yasmine Mahmoudieh alla Luxury Hospitality Conference di Milano, sottolineando l’importanza del multisensoriale. Una visione condivisa anche da Daniela Baldo, socio fondatore e Chief Operating Officer di Studio Marco Piva, e come Yasmine speaker del panel Cos’è il lusso oggi? L’arte dell’eleganza e del design senza tempo. Oltre l’estetica. Tra modernità e tradizione. “Si esprime come equilibrio tra estetica e funzionalità, eccellenza e responsabilità, creando ambienti coerenti, fluidi e immersivi”, concorda Daniela. In molti settori dell’accoglienza – sia a terra sia in mare – la percezione e la fruizione di questi nuovi messaggi avviene quasi passivamente. Spesso sono parte dei servizi, a volte non abbastanza riconosciuti, tranne quando si tratta di esperienze sensoriali, subito efficaci nella cura dello stress e capaci di generare un diffuso benessere.
Arte e partecipazione: un nuovo rapporto col pubblico
Nell’arte, invece, il meccanismo è diverso. Il coinvolgimento non è passivo: richiede una partecipazione attiva, la capacità di comprendere astrazioni e concept spesso complessi. Parafrasando un antico proverbio, potremmo dire: “Se la montagna non va da Maometto (il fruitore), Maometto va alla montagna”. È un passaggio impegnativo, che chiede al pubblico di esserci davvero, non solo di assistere. Segna un modo nuovo e sorprendente di vivere l’arte, distante dalle abitudini consolidate.

Sougwen Chung ‘Body Machine Meridians – Glacial Biome Series 2025 London Hofa Gallery -Courtesy Hofa Gallery

Sougwen Chung -London Hofa Gallery (HOUSE OF FINE ART, mostra ‘Relational Gestures – Courtesy HOFA Gallery
Fusione culturale, manualità e installazioni immersive
La fusione culturale offre esempi straordinari in campo musicale. Anoushka Shankar ha ridefinito la musica indiana tradizionale; il Buena Vista Social Club ha cambiato la percezione della musica cubana; i Tinariwen hanno portato influenze moderne nella tradizione Tuareg. Anche le opere fatte a mano vivono una nuova stagione: dalla pittura con le dita dell’artista Dama, alle ceramiche di Babs Haenen, fino alle molte tecniche artigianali oggi vendute anche online. Sul fronte delle installazioni immersive emergono figure storiche e contemporanee. La 96enne Yayoi Kusama, o ancora Robert Smithson dagli anni ’40 al ’73. Oggi spiccano il collettivo giapponese teamLab, il gruppo Meow Wolf, Ann Hamilton e il danese-islandese Olafur Eliasson, 58 anni. Quest’ultimo crea esperienze che uniscono scienza e natura – acqua, luce, nebbia – con narrazioni complesse, non sempre immediate nemmeno per un visitatore mediamente preparato. Tra le sue opere più note The Weather Project del 2003 alla Tate Modern di Londra, la mostra dedicata allo spazio profondo per la Fondation Louis Vuitton e, nel 2024, Le Nuove Visioni Caleidoscopiche alla Open del MOCA di Los Angeles, nell’ambito della Pacific Standard Time del Getty Museum Center: la sua prima grande esposizione a Los Angeles. Alla scena si aggiungono Elena Brovelli, pioniera dell’arte contemplativa tessile; la digital artist Maja Petrik; l’artista e ricercatrice Sougwen Chung; e le sculture d’acqua sospese nel vuoto di Zheng Lu.

Zheng Lu e la sua opera ‘Water in Dripping’ alla London Hofa Gallery – Group of Warblers – 淋漓-群莺’, 2022, Stainless Steel. Courtesy Hofa Gallery

Zheng Lu nel suo studio, per gentile concessione di Sundaram Tagore New York
Molti di loro sono presenti sulle piattaforme multimediali della Hofa Gallery a Los Angeles, Mykonos e Londra. Il tema del sensoriale ricorre anche guardando indietro. Yayoi Kusama ne offre esempi fondamentali, così come la Process Art o Anti-Form alla fine degli anni ’60. Ma già tra il 1800 e il 1900 Wassily Kandinsky sceglieva i colori ascoltando la musica. Oggi il panorama va da Yoko Ono agli estremi di Alessandro Piangiamore, per il quale la sensorialità del profumo, sigillato nelle sue sculture di vetro, è centrale. “Non intendo proporre un’esperienza sensoriale in senso stretto”, spiega l’artista. “Ciò che m’interessa non è l’atto dell’annusare, ma la tensione che si crea quando viene negato. Quello che voglio attivare è un sentimento di frustrazione e seduzione, una dinamica che appartiene all’erotismo”. (In apertura l’Installazione Touch Her Soul dell’artista contemplativa Elena Brovelli – Courtesy artista)

Alessandro Piangiamore opera Primavera Piangiamore 2014 Cristallo fragranze #5.2 web Courtesy artista

Alessandro Piangiamore opera Primavera Piangiamore 2014 Cristallo fragranze #5.2 web Courtesy artista

Alessandro Piangiamore opera Primavera Piangiamore 2014 Cristallo fragranze #5.2 web Courtesy artista

Enzo Archetti maggio 2024
ENZO ARCHETTI la materia, la luce e l’anima del dipingere
Artista bresciano di lunga esperienza, Archetti rinnova la pittura materica intrecciando materiali, simboli e figure femminili. Un linguaggio poetico che indaga vita, tempo, infinito ed equilibrio interiore ed esteriore.
Settantanove anni, originario di Monticelli Brusati nel Bresciano, Enzo Archetti è uno degli artisti italiani che più hanno contribuito a rinnovare la pittura materica negli ultimi decenni. La sua carriera, costruita tra sperimentazione tecnica e una ricerca poetica sempre più intensa, lo ha portato a esporre in settanta mostre internazionali, da Tokyo a Beirut, da New York a Sydney, passando per Londra, Parigi, Francoforte e le principali città italiane. La sua opera si inserisce idealmente nella scia dei grandi protagonisti del Novecento che hanno trasformato il linguaggio materico – dallo spagnolo Antoni Tàpies al francese Jean Dubuffet, fondatore dell’Art Brut, fino a Karel Appel del movimento CoBrA – pur rielaborandone lo spirito in modo profondamente personale. Archetti costruisce i suoi dipinti attraverso materiali diversi, intrecciando registri informali e figurativi. Ricorrente, quasi totemica, è la figura femminile: occhi e labbra che diventano musa, simbolo poetico, presenza dominante. Dai paesaggi ai temi dell’Eden, dal concetto d’infinito allo scorrere della vita fino a una umanità in viaggio – come nel ciclo La gente va – il suo percorso creativo segue un filo fatto di contrasti, vibrazioni e tensioni interiori. Contrasti che, come suggerisce il video del 2020 Equilibrio Luminoso, sembrano cercare una forma di armonia tra dentro e fuori, luce e ombra, presenza e mistero.

Enzo Archetti Assemblaggio 50x70x4 tele e corde 2024
La pittura materica rientra tra nuove modalità di creazione e percezione dell’arte connesse col tangibile, nel suo caso un mix di materiali e tecniche. Quale la ragione e il messaggio di questi pout- pourri? “La vita mi sembra un percorso fatto di grande leggerezza ma anche di difficoltà pesanti. Mi è maturato quindi in modo spontaneo inserire il materico come per rafforzare gli imprevisti, i temporali della vita spesse volte visti in lontananza o nella parte bassa del quadro. In alto o a destra del dipinto si susseguono le situazioni migliori”.
Tra i materiali e le tecniche ci sono delle scelte che prevalgono? Se sì perché? “Tra i materiali trovo grande soddisfazione quando inserisco i fili lineari, le corde ingarbugliate, le lastre di ferro arrugginite, perché parlano già da soli senza dover troppo spiegare. Per quanto riguarda le tecniche utilizzo molto l’acrilico che rendo più pastoso con gesso, sabbia di mare, quarzo. Quando invece descrivo il Tempo che ci sovrasta, che logora ma non cancella, faccio la preparazione a fresco perché mi riporta immediatamente indietro nel tempo”.
Sino a che punto le tue creazioni sono ricerca e fino a che punto pure opere d’arte? “Questo non saprei…”
Il paesaggio nell’ipotesi di un suo futuro, la donna lirica e inquietante, le seduzioni arcane e dominanti del tempo. Sbaglio o in ogni tua opera c’è il tutto e il nulla, il fronte e il retro della stessa medaglia? “É vero, c’è il tutto e il nulla. Tutto tende a muoversi, a vibrare, tutto mi piacerebbe fosse in movimento sia attorno alle figure che alle cose. Anche perché nell’Armonia del cosmo tutto è interconnesso (per me s’intende”).
Contrasti che hanno una ragione d’essere o a cui vorresti dare degli equilibri come dice il titolo del video “Equilibrio luminoso” del 2020? “L’Equilibrio luminoso è stata la miglior ricetta e terapia per superare gli anni della pandemia, senza lasciarsi troppo contagiare dal sistema”.
Quali sono le opere in cui esplori maggiormente il concetto d’infinit0? “Quelle in cui riesco a rendere l’effetto aria, spazio, immensità, luce”.
Quali quelle sullo scorrere della vita? “Lo scorrere della vita lo rendo al meglio quando utilizzo tecnica e materiali che hanno a che fare con i muri, le rotture, i tagli, le cuciture….”
La figura femminile è sempre la stessa, cambiano solo un po’ l’atteggiamento delle labbra e il trucco degli occhi. Quale e dove è il significato? “Forse sfrutto la donna perché è più armoniosa rispetto all’uomo, più dolce, ma anche più energica ed espressiva, per rendere le mie aspettative, i miei sogni, i dubbi…”
In “Equilibrio luminoso” l’opera Luce è una striscia arancione su fondo grigio scuro graffiato da piccolissimi segni grafici neri. Cosa simboleggiano l’insieme e i segni grafici? “Nell’opera “Luce” di cm 80×82, costituita da 3 tele, di cui quella arancione fluorescente è sotto le altre 2, quasi a indicare che la luce viene da altre parti, da lontano, mentre il grigiore che c’è davanti, ha i segni delle tacche del tempo che passa”.

Enzo Archetti Luce 64x74x5 tela 2023
Nelle tematiche d’Infinito, prevale la donna in tutta la sua bellezza e dolcezza. È una figura dominatrice o una sorta di angelo che accompagna i momenti della vita? “É una figura che ha consapevolezza del vivere (infatti a tutte metto il terzo occhio viola in fronte), ma il nostro mondo è tanto ricco di sorprese e imprevedibile, che l’umanità continua a cercare oltre per poter avere qualche possibile certezza”.
In La Gente Va, si vede un’umanità di spalle sull’orlo di quello che sembrerebbe un baratro o in cammino on the edge. È un richiamo ai pericoli della vita o all’on the edge delle correnti artistiche d’avanguardia? “É una visione di contemplazione dello spazio. La cresta della collina mi permette meglio di immaginare, sognare e anche di meditare”.
In Verso l’età dell’oro, l’oro non è suggerito, ma come fosse presente in tutta la sua concretezza e la donna come l’oro ne è protagonista. Perché? “Perché è troppo preziosa”.
“La vita mi sembra un percorso fatto di grande leggerezza ma anche di difficoltà pesanti” – Enzo Archetti

Donatella Zucca
Giornalista e scenografa











